Andrea Ventura, già ricercatore
presso l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze per
l’Economia e l’Impresa (DISEI) – SECS P/02 (Politica Economica)
Conseguo il
Dottorato di ricerca in Economia Politica nel 1989 presso l’Università degli
Studi di Roma “La Sapienza” e vinco un concorso da ricercatore nel 1992. Prendo servizio nell’agosto 1992. Nel 1996 la Commissione nazionale per la conferma in
ruolo mi nega la conferma. Nelle motivazioni tra l’altro si legge: “I lavori sono privi di argomentazioni
analitiche. (…) La ricerca centrata esclusivamente sull’analisi critica”.
Anche la seconda Commissione esprime un parere negativo, al quale mi oppongo con un reclamo al Comitato Tecnico d’Ateneo, adducendo i seguenti argomenti:
Il Comitato
Tecnico d’Ateneo si esprime a favore dell’accoglimento del reclamo, ma il
Rettore, nel gennaio 1999, dispone comunque la cessazione dal servizio e il
passaggio ad altra amministrazione. Ricorro al TAR e ottengo dapprima
la sospensiva, poi una sentenza favorevole.
Nel febbraio 2000
la stessa Commissione nazionale si riunisce di nuovo, riformula il giudizio
negativo, sancendo così la mia estromissione dall’Università. Un nuovo
ricorso al Tar non ha questa volta esito favorevole. Dunque, come
prevede la legge, presento tramite l’Università domanda di passaggio ad altra
Amministrazione. Le Amministrazioni interpellate non rispondono o rispondono
negativamente.
Nel frattempo il
Comitato Tecnico d’Ateneo esprime parere favorevole al mio mantenimento in servizio fino al termine della procedura di passaggio ad altra
amministrazione. Nel parere si legge, tra l’altro, che, se è pur vero che la
procedura di trasferimento deve essere conclusa entro nove mesi, “tale termine deve considerarsi puramente
sollecitatorio; e, comunque, nessuna responsabilità ne ha l’interessato il
quale ha puntualmente formulato le proprie richieste, non accolte dalle
amministrazioni indicate”.
Tra il 2000 e il
2002 subisco vari atti di mobbing. Interviene la RSL (Responsabile
dei Lavoratori per la Sicurezza) con una lettera indirizzata al Rettore, al
Direttore Generale, al Preside, ai medici competenti e al Direttore del
Dipartimento, dove si legge: “Il dott.
Ventura è stato oggetto di un vero e proprio ‘demansionamento’, spinto alle
estreme conseguenze (non solo azzeramento, minimizzazione o sproporzione dei
compiti assegnati ma anche privazione della scrivania e della cassetta della
posta, fino al recapito di un foglio con la scritta ‘ladro’ accollato alla
busta paga)”.
Cessato il
mobbing in seguito all’intervento della RSL, per alcuni anni svolgo attività di ricerca, puntualmente documentata nelle relazioni triennali.
Nell’a.a. 2007/2008 la facoltà di Scienze Politiche mi assegna due
incarichi d’insegnamento. Da allora al novembre 2015 svolgo regolare attività di ricerca, sono titolare di diversi corsi di insegnamento, svolgo in sostanza tutte
le funzioni connesse alle docenze partecipando alle attività della
facoltà e del dipartimento. Tra il
2014 e il 2015 faccio anche parte di una Commissione di concorso per l’abilitazione
professionale degli Assistenti sociali. Tra le mie pubblicazioni segnalo due
volumi (La trappola, Radici storiche e
culturali della crisi economica, ed. l’Asino d’oro, Roma 2012; Il flagello del neoliberismo. Alla ricerca
di una nuova socialità, ed. l’Asino d’oro, Roma 2018) e un saggio
pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale, il Journal of Economic Issues,
n. 3, 2016 (A. Ventura, C. Cafiero, M. Montibeller, Pareto Efficiency, the Coase
Theorem, and Externalities: A Critical View): si può notare come tale saggio sviluppi e ampli quanto era già nella
sostanza presente nelle prime
pubblicazioni, sottoposte al giudizio della
Commissione nazionale per la conferma in ruolo e giudicate “prive di
argomentazioni analitiche” e “esclusivamente critica”.
Nel maggio 2011
il Consiglio di Stato rigetta il ricorso e dispone che l’Università
riattivi la procedura di trasferimento ad altra amministrazione. L’Ateneo
tuttavia non dà corso al dispositivo, anche perché in
passato la procedura di trasferimento non aveva sortito alcun esito. Passati
altri quattro anni, nel 2015 gli uffici del personale riprendono in mano l’incartamento.
Nel giugno/luglio, nel corso di due incontri il Rettore uscente, prof. Alberto
Tesi, mi comunica l’intenzione di procedere al
licenziamento. In subordine mi viene offerta la possibilità di chiedere un
trasferimento interno al settore amministrativo, possibilità respingo. Nell’ottobre 2015 il
Rettore emette un provvedimento che mi inquadra nel settore tecnico amministrativo, costringendomi alle dimissioni.
(ottobre 2018)