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Thursday, October 11, 2018

 

Una vicenda complicata...





Andrea Ventura, già ricercatore presso l’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa (DISEI) – SECS P/02 (Politica Economica)


Conseguo il Dottorato di ricerca in Economia Politica nel 1989 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e vinco un concorso da ricercatore nel 1992. Prendo servizio nell’agosto 1992. Nel 1996 la Commissione nazionale per la conferma in ruolo mi nega la conferma. Nelle motivazioni tra l’altro si legge: “I lavori sono privi di argomentazioni analitiche. (…) La ricerca centrata esclusivamente sull’analisi critica”. Anche la seconda Commissione esprime un parere negativo, al quale mi oppongo con un reclamo al Comitato Tecnico d’Ateneo, adducendo i seguenti argomenti:
- la Commissione di Dipartimento si riunì escludendo uno dei membri, l’unico docente dello stesso settore scientifico disciplinare SECS P/02;
- nella relazione la Commissione omise di prendere in considerazione una pubblicazione;
- la Commissione nazionale valutò negativamente l’attività di ricerca e non fece alcun cenno all’attività didattica, quando la legge dice espressamente che devono essere considerate entrambe.
Il Comitato Tecnico d’Ateneo si esprime a favore dell’accoglimento del reclamo, ma il Rettore, nel gennaio 1999, dispone comunque la cessazione dal servizio e il passaggio ad altra amministrazione. Ricorro al TAR e ottengo dapprima la sospensiva, poi una sentenza favorevole.
Nel febbraio 2000 la stessa Commissione nazionale si riunisce di nuovo, riformula il giudizio negativo, sancendo così la mia estromissione dall’Università. Un nuovo ricorso al Tar non ha questa volta esito favorevole. Dunque, come prevede la legge, presento tramite l’Università domanda di passaggio ad altra Amministrazione. Le Amministrazioni interpellate non rispondono o rispondono negativamente.
Nel frattempo il Comitato Tecnico d’Ateneo esprime parere favorevole al mio mantenimento in servizio fino al termine della procedura di passaggio ad altra amministrazione. Nel parere si legge, tra l’altro, che, se è pur vero che la procedura di trasferimento deve essere conclusa entro nove mesi, “tale termine deve considerarsi puramente sollecitatorio; e, comunque, nessuna responsabilità ne ha l’interessato il quale ha puntualmente formulato le proprie richieste, non accolte dalle amministrazioni indicate”.
Tra il 2000 e il 2002 subisco vari atti di mobbing. Interviene la RSL (Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza) con una lettera indirizzata al Rettore, al Direttore Generale, al Preside, ai medici competenti e al Direttore del Dipartimento, dove si legge: “Il dott. Ventura è stato oggetto di un vero e proprio ‘demansionamento’, spinto alle estreme conseguenze (non solo azzeramento, minimizzazione o sproporzione dei compiti assegnati ma anche privazione della scrivania e della cassetta della posta, fino al recapito di un foglio con la scritta ‘ladro’ accollato alla busta paga)”.
Cessato il mobbing in seguito all’intervento della RSL, per alcuni anni svolgo attività di ricerca, puntualmente documentata nelle relazioni triennali. Nell’a.a. 2007/2008 la facoltà di Scienze Politiche mi assegna due incarichi d’insegnamento. Da allora al novembre 2015 svolgo regolare attività di ricerca, sono titolare di diversi corsi di insegnamento, svolgo in sostanza tutte le funzioni connesse alle docenze partecipando alle attività della facoltà e del dipartimento. Tra il 2014 e il 2015 faccio anche parte di una Commissione di concorso per l’abilitazione professionale degli Assistenti sociali. Tra le mie pubblicazioni segnalo due volumi (La trappola, Radici storiche e culturali della crisi economica, ed. l’Asino d’oro, Roma 2012; Il flagello del neoliberismo. Alla ricerca di una nuova socialità, ed. l’Asino d’oro, Roma 2018) e un saggio pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale, il Journal of Economic Issues, n. 3, 2016 (A. Ventura, C. Cafiero, M. Montibeller, Pareto Efficiency, the Coase Theorem, and Externalities: A Critical View): si può notare come tale saggio sviluppi e ampli quanto era già nella sostanza presente nelle  prime pubblicazioni, sottoposte al giudizio della  Commissione nazionale per la conferma in ruolo e giudicate “prive di argomentazioni analitiche” e “esclusivamente critica”.
Nel maggio 2011 il Consiglio di Stato rigetta il ricorso e dispone che l’Università riattivi la procedura di trasferimento ad altra amministrazione. L’Ateneo tuttavia non dà corso al dispositivo, anche perché in passato la procedura di trasferimento non aveva sortito alcun esito. Passati altri quattro anni, nel 2015 gli uffici del personale riprendono in mano l’incartamento. Nel giugno/luglio, nel corso di due incontri il Rettore uscente, prof. Alberto Tesi, mi comunica l’intenzione di procedere al licenziamento. In subordine mi viene offerta la possibilità di chiedere un trasferimento interno al settore amministrativo, possibilità respingo. Nell’ottobre 2015 il Rettore emette un provvedimento che mi inquadra nel settore tecnico amministrativo, costringendomi alle dimissioni.

(ottobre 2018)

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